Case History: Google VS Facebook

  • 19 febbraio 2016
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Quella che vogliamo presentarvi oggi è un’ interessantissima case history che riguarda un sito di cui curiamo il posizionamento nei motori di ricerca ormai da due anni, il sito in questione è parquet-laminati.it.

“Parquet” (noi lo chiamiamo così),  è un sito che si occupa della vendita di pavimenti in laminato, battiscopa e parquet su internet, è un sito che detiene la prima pagina e posizione per svariate parole chiavi, un servizio che continuiamo a svolgere in maniera impeccabile, visti anche i notevoli risultati ottenuti dall’ azienda.

Oltre al servizio di posizionamento da noi svolto – il sito è stato costruito da terzi – l’ azienda, decisamente dinamica e giovane, si occupa di altre campagne pubblicitarie, come quella Social  (investimento mensile 120euro) da diversi e diversi mesi. Il Social in questione è Facebook. Per capire al meglio la conversione del traffico abbiamo effettuato uno studio sul comportamento degli utenti.

Analisi conversione traffico Web

L’ analisi effettuata è stata fatta unicamente tramite Analytics, selezionando e deselezionando la provenienza del traffico, fino a studiare il comportamento dell’ utente.

Alcuni dei dati che ci hanno fatto insospettire sulla”bontà” del traffico di Facebook è stata la notevole percentuale di un dato che prende il nome di “frequenza di rimbalzo” che era quasi del 70%, un numero elevatissimo! Per chi non ne fosse a conoscenza, la frequenza di rimbalzo identifica il numero di visitatori che non compie nessuna azione all’ interno del sito (entra ed esce immediatamente). Oltre al 70% dei navigatori “latitanti” abbiamo notato che il restante 30% degli utenti provenienti da Facebook non era poi così tanto interessante, si, esatto, nessuno di questi arrivava neanche per sbaglio nella pagina del carrello, figuriamoci a compiere l’ operazione di acquisto.

Questa case history ha permesso al committente di “sfruttare” al meglio il proprio budget a disposizione e evitare di buttare tantissimi altri soldi al vento. A conferma di questo studio l’ andamento delle vendite dopo lo STOP della campagna Facebook (30 giorni).

IMPORTANTE | Questo studio non vuole screditare Facebook o l’ utilizzo dello stesso per ricevere traffico verso un sito, alcuni settori potrebbe funzionare e/o convertire meglio su Facebook che su Google. Come capirlo? Testando e analizzando, magari facendosi seguire da un SEO esperto e preparato in materia.

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